Blog Post Acquaponica marina: come allevare pesci e piante fuori dal mare


Ott

5

2016

Acquaponica marina: come allevare pesci e piante fuori dal mare

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salsola

Piante di salsola coltivate in un sistema di acquaponica Le piante coltivate in acquaponica tipicamente hanno rese maggiori rispetto a quelle coltivate in idroponica. La salsola è largamente utilizzata come insalata o mangime.

Studi recenti all’Università della Tuscia hanno rivelato le potenzialità dell’ acquacultura integrata con l’ agricoltura salina. I sistemi acquaponici sono resistenti, di facile gestione, e le sinergie tra pesce e piante rende la produzione vegetale più conveniente rispetto alla sola acquacoltura. L’agricoltura marina coinvolge prevalentemente piante alofite tolleranti al sale e vengono usate come cibo o foraggio e nella produzione energetica.

L’acquacultura, così come l’agricoltura, ad oggi sta guardando all’integrazione come una strategia per limitare gli impatti sulle risorse naturali.

L’acquaponica ha molti vantaggi in termini di biorisanamento, riciclo dell’acqua e produzione di cibo sostenibile. I rifiuti dei pesci sono nutrienti per le piante, che crescono senza fertilizzanti esterni. Allo stesso tempo, le radici delle piante agiscono come biofiltri naturali e assorbono la metabolita tossica per il pesce dall’acqua che poi ritorna alle cisterne di acquacultura.  Sebbene i livelli di nutrienti in acquaponica siano molto bassi rispetto all’idroponica tradizionale, la crescita è tanto produttiva quanto nei sistemi agricoli intensivi, ciò a causa del continuo rifornimento di minerali dai pesci e la presenza di microrganismi benefici per le piante che vivono nei sistemi.  In acquaponica, le sinergie tra pesce e piante rendono la produzione di vegetali più vantaggiosa rispetto alla sola acquacultura. A prescindere dal sistema, un punto chiave dell’integrazione pesce-piante è il livello di nutrienti rilasciati dagli animali, che è più alto nell’acqua a ricircolo.

Agricoltura marina

Lo sviluppo dell’agricoltura salina segue strategie differenti rispetto alla coltivazione tradizionale. È risaputo che i raccolti non possono crescere nell’acqua marina a pieno regime, poiché le piante non sopportano il sale. Ciò nonostante le piante e il pesce possono crescere con una salinità moderata, che favorisce sia le piante che gli animali, i secondi a causa di un più basso consumo d’energia per l’osmoregolazione.  

L’asparago d’acqua ad alto contenuto proteico, che può essere sia mangiato che aggiunto ai preparati per mangime, cresce sui letti di sabbia o galleggianti (a destra). La presenza del substrato spinge la crescita delle piante.

In orticultura, strategie agronome specifiche permettono di coltivare il pomodoro sotto una moderata salinità a livelli compatibili con la produzione di spigola europea, il branzino, l’orata. L’aggiunta di acqua salata è infatti una pratica di orticultura comune usata per aumentare la qualità di certi vegetali. L’aumento della pressione osmotica riduce il consumo di acqua da parte delle piante, che alla fine porta effetti positivi sul gusto, i valori nutrizionali e la durata di conservazione. Allo stesso modo, la produzione di certe piante medicinali è favorita dalla tensione salina, che aumenta la concentrazione di molecole attive usate per l’industria farmaceutica.

asparago d'acqua
La scelta delle piante

La maggior parte dell’agricoltura marina coinvolge l’alofita, piante tolleranti al sale che possono essere scelte d’accordo con il sale disponibile e la concentrazione di nutrienti. Sono resistenti alle condizioni di siccità, il che le rende adatte in aree dove l’agricoltura tradizionale non può essere sviluppata. Alcune alofite sono state coltivate per anni per uso culinario, cresciute come alimento base per gli umani e il consumo animale o usate per la produzione energetica.

La salicornia, conosciuta anche come asparago d’acqua cresce spontaneamente negli acquitrini vicino la costa. È consumato fresco o sottaceto, ma anche aggiunto ai mangimi a causa dell’alto contenuto proteico dei semi.   

Nel mercato delle verdure a foglia, è da mensionare la bietola marina, un parente stretto della comune bietola che non si differenzia in modo significativo dalle varietà commerciali. La pianta è particolarmente interessante per la consistenza croccante e il sapore leggermente salato, che potrebbe essere un valore aggiunto di qualità per il mercato.

Per quanto riguarda gli alimenti base, il miglio perlato e la quinoa mostrano un grande potenziale. La quinoa era il secondo prodotto più coltivato dalle popolazioni indigene del sud america, subito dopo le patate ma prima del mais nella produzione. Sfortunatamente, con l’agricoltura moderna, la quinoa non ha raggiunto lo stesso successo degli altri 2 esempi, sebbene abbia il doppio delle proteine del grano ed è molto ricco in aminoacidi essenziali. La resistenza alla siccità e il bisogno limitato di nutrienti può spingere l’interesse per sistemi integrati finalizzati alla produzione di cibo o mangime di valori nutritivi superiori.  

Risultati della ricerca
I risultati della ricerca realizzata dall’Università della Tuscia in merito alla Salsola dimostrano che quest’erba, in acquaponica, ha una resa di 2.2 – 3.2 kg/m2 in un ciclo colturale di 4 settimane, resa simili o addirittura superiore della tecnica idroponica con fertilizzanti chimici. Il prezzo al dettaglio di 4.0 – 4.5 euro/kg rendono questo ortaggio una pianta interessante per il rapido ritorno d’investimento. La bietola marina mostra rese di 2.6 kg/m2 a 10 ppt in 4 settimane.   La salicornia mostra tendenze di biomassa simili da un ciclo colturale di 90 giorni su un letto sabbioso. Sebbene la salicornia in acquaponica abbia una resa similare o maggiore rispetto all’acquaponica – 5.2-7.4 kg/m2 vs 5.8 kg/m2 – è stato osservato che l’aumento delle concentrazioni di nutrienti determina una maturazione e crescita delle piante più veloce.
ciliegino
Prospettive Le operazioni di acquacultura su larga scala possono beneficiare di una gestione integrata. L’adozione appunto di strategie di gestione avanzata per le piante ed i pesci aprirebbero a nuove opportunità per la coltivazione di specie orticole tradizionali meno tolleranti al sale.
Nel futuro inoltre, l’espansione dell’agricoltura in aree saline o secche potrebbe rappresentare una soluzione alla produzione alimentare mondiale senza distruggere le foreste.
Alcuni dei vantaggi dell’espansione di acquacultura sulla terra sarebbero:
  • una produzione senza inquinamento perché non c’è dispersione di rifiuti nell’acqua marina
  • Le piante e i pesci crescono in condizioni controllate che possono essere modificate per raggiungere livelli di crescita ottimali
  • I pesci sono meno soggetti ai parassiti rispetto al mare
  • L’integrazione agricola può ridurre l’impronta carbonio dovuta al recupero totale dei rifiuti.
Fonte: Link
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