Blog Post Acquacoltura e acquaponica marina: un nuovo modo d’allevare pesci


Ott

7

2016

Acquacoltura e acquaponica marina: un nuovo modo d’allevare pesci

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orata

Entro il 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 9 milioni di persone. Ciò implica che la domanda mondiale di cibo si espanderà del 70-100%. In questo contesto il settore agricolo, che già svolge un ruolo centrale nell’assicurare la sicurezza alimentare, deve rispondere anche ad uno dei dilemmi del 21esimo secolo: come si può produrre più cibo utilizzando meno risorse e minimizzando l’impatto ambientale? Tra i sistemi di produzione agricola, l’acquacultura sembra essere il sistema più adatto a risolvere il problema.  Ciò nonostante, la sostenibilità dell’acquacoltura può essere migliorata attraverso l’acquaponica.  

In un sistema acquaponico le piante vengono coltivate insieme con i pesci. Tale sistema si basa sul ciclo dell’azoto che converte i rifiuti dei pesci (feci e cibo non consumato) in nitriti e nitrati, questi ultimi assorbiti dalle piante che crescono nella sezione idroponica del sistema acquaponico; come risultato, l’acqua è depurata e riciclata nelle vasche dei pesci. I vantaggi di questo sistema sono: l’alta produttività, un ridotto bisogno di acqua, una ridotta incidenza di malattie delle piante e utilizzo di pesticidi, la modularità del sistema che ne permette l’uso per vari scopi (agricoltura urbana, la capacità di ripresa delle persone nei paesi in via di sviluppo, minimo sfruttamento della terra). 

Acquaponica marina

L’acquaponica d’acqua dolce è la tecnica acquaponica più diffusa. Le risorse limitate di acqua dolce per l’agricoltura e acquacultura, così come l’aumento progressivo di salinità del suolo in tutto il mondo, stanno portando da un lato all’uso più frequente di risorse d’acqua alternative come l’acqua salmastra, dall’altro lato all’uso di piante resistenti o tolleranti al sale. Oggigiorno la più innovativa strategia in acquacultura sembra essere lo sviluppo di un sistema acquaponica tradizionale basato sull’acqua marina.

In acquaponica marina, vengono coltivate piante alofite e pesci resistenti al sale. Le speci eurialine, che possono vivere in una grande varietà di salinità, dimostrano una compatibilità notevole con una grande varietà di specie di piante come l’alga, le piante alofite e altre specie vegetali. Tra le specie euroaline con un grande potenziale per l’acquaponica marina ci sono anche la spigola e l’orata.

Le piante alofite sono state studiate per le loro interessanti proprietà e sono risultate di interesse per molti campi come la produzione di cibo, l’industria petrolifera, il settore farmaceutico e nutraceutico. Le maggiori speci alofite coltivate per la produzionedi verdure sono la salicornia, gli agretti, e varie speci di Salicornia, mentre altre alofite sono coltivate per la produzione di cereali come la quinoa.

agretti

In aggiunta alle alofite, l’acquaponica marina può coltivare prodotti orticoli utilizzando l’acqua salmastra.  Molte appartengono alla famiglia delle Chenopodiaceae, come il cardo e il la barbabietola, e crescono facilmente in salinità. Altre specie come il pomodoro comune, i pomodori ciliegini, e il basilico possono raggiungere una produzione fino ad un valore di 1/10 di salinità dell’acqua. Infine l’integrazione tra acquaponica marina con la coltivazione di alghe è una buona alternativa se non si può usare acqua con bassa salinità. Tra le specie di alghe di interesse notevole sono la spirulina, la chlorella e la nori.

C’è un interesse notevole nell’acquaponica marina e nei suoi molti vantaggi: dipendenza ridotta dall’acqua dolce (risorsa limitata); è praticata in un ambiente controllato (in land e/o in door); opportunità di riutilizzare i rifiuti, eliminando virtualmente l’inquinamento marino; produzioni intensive, comparabili quantitativamente con sistemi convenzionali; alti standard di sicurezza alimentare. Inoltre, a causa della sua configurazione versatile e bassa richiesta d’acqua, l’acquaponica marina può avvenire tanto in aree costiere fertili come nei deserti aridi, o insediamenti urbani o peri urbani. Un vantaggio aggiuntivo dell’acquaponica marina è che il pesce e la produzione vegetale è rappresentata da specie di alto valore commerciale come l’orata e la spigola; d’accordo con l’ISMEA, istiuto italiano di statistica, il prezzo di mercato di queste specie sono di 9 €/kg e 6 €/kg, rispettivamente. Dal punto di vista agricolo, l’agretto è venduto ad un prezzo di mercato di 4.0 – 4.5 €/kg.

Nonostante l’acquaponica marina sia ancora poco conosciuta, alcuni esperimenti hanno mostrato buoni risultati. Un esperimento di Boxman del 2015 mostra che i prodotti non solo erano adatti alla produzione acquaponica marina ma che hanno anche raggiunto buoni risultati nel mercato locale.

Un’indagine del 2014 ha mostrato che nel 2014-2015 il 32% di circa 1000 persone impiegate nel settore acquaponico, si stava dedicando alla vendita commerciale di prodotti acquaponici. La media di pesce prodotto era di 23-45 kg/anno, mentre per le piante era di 45-226 kg/anno; questa produzione rappresenta la fonte di entrata principale per il 30% delle persone intervistate. Inoltre il 31% di loro ha dichiarato che la loro attività era conveniente.  

Conclusioni

Sebbene globalmente siano stati portati avanti pochi esperimenti, l’acquaponica sembra essere uno strumento adatto a superare la contraddizione tra la necessaria intensificazione di produzione di cibo e la sua sostenibilià. È bene sottolineare anche l’importante ruolo sociale che il sistema acquaponico può giocare nell’economia di piccole comunità, nei paesi in via di sviluppo e nelle scuole come strumento educativo.

Infine, la produzione acquaponica marina aiuterebbe a migliorare la redditività diversificando l’intera produzione e coltivando prodotti d’alto valore.

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